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L’internazionalizzazione è una delle leve più importanti per lo sviluppo e la crescita dell’Università di Trieste. La posizione geografica, il contesto storico e culturale, la presenza di enti di ricerca internazionali ci hanno dato da sempre una forte connotazione di apertura globale.

Internazionalizzazione

Molto è stato fatto negli ultimi anni, in termini di digitalizzazione, di potenziamento degli uffici, di ottimizzazione dei finanziamenti, di nuovi accordi, di ripresa degli scambi Erasmus dopo lo stop del periodo Covid, nonché di rinnovato ruolo del Centro Linguistico di Ateneo (CLA). Dobbiamo tuttavia investire ulteriormente, definendo una chiara strategia di internazionalizzazione, per creare sistema e per offrire trasversalità dei servizi e supporto organizzativo.

Ecco alcuni punti che ritengo siano concretamente realizzabili, nei quali mi impegnerò per rendere UniTS un’università di respiro internazionale.
  Definire una chiara strategia di internazionalizzazione, non solo in termini di aree geografiche dalle quali potremmo attrarre studenti e studentesse, ma anche in quelle dove potremmo avere un forte impatto sociale.
  In relazione alle aree geografiche, anche per affrontare il previsto calo demografico in Italia, bisogna avere una visione europeista e globale dell’internazionalizzazione, dove UniTS può essere una destinazione di scelta da parte di studenti e studentesse da tutto il mondo e può diventare parte attiva nelle politiche di attrazione. A tale proposito, sicuramente l’Europa balcanica e l’Europa dell’Est rappresentano aree a mio parere non ancora sufficientemente valorizzate, vista la localizzazione strategica della nostra università e la forte attrattività che la cultura italiana ancora vi esercita. Analogamente, potrebbero essere maggiormente sfruttate anche altre aree legate all’Italia e di forte impatto sociale, come i paesi dell’America Latina.
  Trasformare UniTS in un hub formativo attivo nell’ambito di collaborazioni con paesi emergenti, al fine di formare esperti che potranno nel futuro contribuire alla crescita del loro paese. Rientra in questa strategia a forte impatto sociale la scelta di investire in iniziative legate alla cooperazione allo sviluppo, che potrà rappresentare un elemento cardine del nostro processo di internazionalizzazione e che dovrà essere trasversale alla ricerca, alla didattica e alla terza missione. Investire nella cooperazione vuol dire infatti coinvolgere UniTS in iniziative che rafforzano il dialogo, promuovono lo sviluppo, creano impatto sociale e favoriscono la pace, l’equità e la solidarietà. Esempio lodevole di queste iniziative è il recente protocollo d’intesa firmato tra UniTS e la Somali National University che ci impegna fino al 2031 a proseguire nello sviluppo di attività congiunte, nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, già accolto con diverse iniziative nella nostra università.
  Dobbiamo investire perché la mobilità internazionale rimanga una delle eccellenze del nostro Ateneo. In particolare, dobbiamo continuare a sfruttare tutte le molteplici opportunità che ci vengono offerte dal programma Erasmus +, rivolte a studenti e studentesse, docenti e tecnici amministrativi: oltre ai programmi tradizionali, sarà importante investire sugli Short Term Programs e sui nuovi Blended Intensive Programs (BIP), che ci consentiranno di offrire delle opportunità di esperienza internazionale anche a quegli studenti e studentesse che non riescono a recarsi all’estero per un semestre. In particolare per i BIP, servirà progettualità, comunicazione e collaborazioni a livello europeo.
  Dobbiamo investire su double degree e joint degree, supportando dal punto di vista progettuale e amministrativo i coordinatori di corsi di studio che hanno forti contatti con sedi estere, i quali potrebbero migliorare l’attrattività del loro corso, ma sono spesso frenati da difficoltà amministrative.
  L’Università Europea Transform4Europe, alla quale UniTS partecipa fin dalla sua fondazione, rappresenta una significativa opportunità di internazionalizzazione per l’Ateneo. Il punto di forza di questa iniziativa è l’approccio trasversale e integrato che coinvolge didattica, ricerca e terza missione su scala europea. Grazie all’alleanza strategica tra undici università europee, UniTS può sfruttare e sviluppare ulteriormente queste opportunità, incrementando positivamente il proprio impatto sul piano internazionale. Nei prossimi anni sarà fondamentale dare maggiore centralità, visibilità e supporto a questo modello di Università Europea multi-campus, consolidando così il ruolo di UniTS nel panorama accademico europeo e internazionale.
  È importante impostare un’azione strutturata di:
Comunicazione internazionale, con un piano integrato che, anche con il supporto del Centro Linguistico di Ateneo (CLA) vada dal sito web in lingua inglese, a una brochure istituzionale di Ateneo, alla gestione dei social rivolti a un target estero.
Promozione e recruiting internazionale (fiere, portali online, ecc.), sia rafforzando il servizio che supporta il processo di ammissioni internazionali nei tre livelli (bachelor, master e PhD), sia facendo recruiting di ricercatori sia junior che senior, con una politica attiva di chiamate dirette.
Networking internazionale, grazie ai rapporti con i partner internazionali, networking con enti pubblici e privati, aziende e istituzioni accademiche.
Placement internazionale con supporto all’internazionalizzazione dei curricula vitae, all’Erasmus Traineeship e ad altre iniziative finalizzate a rafforzare l’internazionalizzazione delle carriere dei nostri studenti e studentesse, realizzabili anche attraverso una collaborazione tra Career Service e Servizi internazionali.
Finanziamenti per iniziative internazionali, sfruttando di più i bandi Erasmus legati a progetti di capacity building e per la cooperazione (ad esempio tutte le call KA2 and KA3 erasmus-plus.ec.europa.eu/opportunities/opportunities-for-organisations).
Ranking internazionali, con una selezione di quelli in cui vale la pena essere presenti e sui quali vogliamo puntare in ottica di miglioramento.
Gestione delle delegazioni internazionali: comunicati stampa in inglese, gadget adeguati, gestione dei social network, cerimoniale, ecc.
Tutte le attività sopra descritte si riferiscono all’apertura del nostro Ateneo verso l’estero. Ma ricordiamoci che solo una percentuale minima dei nostri studenti e studentesse, ben inferiore al 10%, partecipa alla mobilità internazionale. Poiché l’apertura globale nella formazione è una delle competenze trasversali che dobbiamo poter offrire a tutti, sarà importante pensare anche a forme, sempre più diffuse, di Internationalization At Home (IAH). Solo in questo modo possiamo garantire vera internazionalizzazione, perché internazionalizzarsi verso l’esterno vuol dire in primis essere internazionali all’interno.
Ecco di seguito alcune idee:
  Grazie al rinnovato ruolo del Centro Linguistico di Ateneo e alle competenze del Settore dei Servizi Internazionali, affianchiamo moduli di formazione interculturale alla formazione linguistica in Ateneo. Si tratta di una formazione che consente non solo di favorire l’integrazione di studenti e studentesse straniere, in particolare coloro che sono regolarmente iscritti/e ai nostri corsi di studio, ad esempio fornendo una formazione di base di lingua italiana, ma anche di rafforzare le competenze di tutta la comunità accademica in ottica di multiculturalità. In particolare, è importante creare occasioni di incontro e dialogo anche tra studenti e studentesse straniere in mobilità e i nostri studenti e studentesse: incontri che valorizzino l’interculturalità, lo story telling con esperienze internazionali veicolate tramite i social, ecc.
  Dobbiamo rafforzare il Welcome Office di Ateneo, per l’accoglimento di studenti, studentesse e docenti stranieri e straniere, con servizio di housing e supporto alla documentazione. In quest’ambito, dobbiamo farci parte attiva, dialogando con la Regione / ARDiS, con il Comune e con privati, per garantire un alloggio a studenti e studentesse, dottorandi e dottorande, assegnisti e assegniste e visiting che arrivano da paesi stranieri e che in più di qualche occasione, soprattutto se extra UE, hanno dovuto rinunciare alla borsa o al contratto perché non riuscivano a trovare alloggio. Dobbiamo attivare convenzioni e trovare soluzioni perché questo non debba più accadere.
  Dobbiamo aumentare ulteriormente la mobilità incoming, anche favorita dal maggior numero di Corsi di Studio che negli ultimi anni stiamo attivando in lingua inglese.
  Organizziamo Summer School internazionali in Ateneo, aperte non solo a studenti e studentesse internazionali ma anche a studenti e studentesse di più dipartimenti di UniTS. Le Summer School, finanziabili anche attraverso i BIP sopracitati, potranno essere basate su una didattica innovativa sia nelle tematiche (transnazionali o
transdisciplinari
), sia nella metodologia (ad esempio basata su blended learning, flipped classrooms e/o challenge based). Dobbiamo replicare l’esperienza positiva e consolidata della Summer School estiva di Bovec, con la proposta di nuove iniziative di collaborazione internazionale.
  Internazionalizziamo il campus, non solo rendendo disponibile tutta la documentazione in lingua inglese, ma anche con segnaletica in lingua inglese negli edifici, negli spazi aperti, le mense, ecc. Su questi aspetti ritengo ci siano forti margini di miglioramento per rendere il nostro campus più accogliente e internazionale.

Programma di candidatura a Rettrice dell’Università degli Studi di Trieste
per il sessennio 2025-2031
Visione, Strategie, Persone e Territorio: costruiamo insieme il futuro della nostra Università

Un’università cresce quando le persone che la vivono credono nel futuro e lavorano insieme per realizzarlo: con una visione chiara, strategie concrete e la forza della comunità, potremo trasformare le sfide di oggi nelle opportunità di domani.

Per informazioni e contatti:
donata.vianelli@deams.units.it

Dipartimento di Scienze Economiche,
Aziendali, Matematiche e Statistiche
Università degli Studi di Trieste
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