Il significativo impegno nella ricerca su temi inerenti alle scienze sociali, umanistiche, tecnologiche, ingegneristiche, fisiche, matematiche, naturali, della vita e della salute che caratterizza la nostra Università, è motore vitale delle attività di Impegno pubblico e sociale – Terza Missione (IPS-TM). Tali attività nascono dalla collaborazione con gli attori sociali – imprese, istituzioni, cittadinanza, associazioni, enti di ricerca e del territorio – e producono un impatto sul territorio a livello sociale, culturale, scientifico, industriale e imprenditoriale tornando poi ad arricchire la nostra attività di didattica e di ricerca. Si tratta di attività finalizzate a “contribuire allo sviluppo e al benessere della società” alle quali partecipano “le diverse componenti universitarie” (Linee Guida UniTS).
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Impegno pubblico e sociale – Terza missione
Le attività di IPS-TM rappresentano un’opportunità di condivisione, di scambio e di dibattito con la cittadinanza, con il tessuto economico, con la società, per migliorare la qualità della vita in tutti i suoi aspetti, dalla salute all’ambiente, promuovere l’inclusione e ridurre le diseguaglianze economiche, sociali e territoriali. Ogni attività costituisce di conseguenza un punto di arrivo ma, nello stesso tempo, un’occasione che stimola nuova ricerca e nuove collaborazioni.
Di seguito sono riportate alcune riflessioni e proposte declinate in base alle diverse aree dell’IPS-TM.
Valorizzazione della proprietà intellettuale e industriale, imprenditorialità accademica e rapporti con le imprese
In questi ultimi anni sono stati fatti molti passi in avanti, ma le opportunità di crescita in termini di innovazione a livello nazionale e internazionale sono significative, e il nostro Ateneo deve consolidare questa spinta all’innovazione con un focus sulla proprietà industriale (brevetti) e sulla creazione d’impresa attorno alla proprietà industriale (spin-off). UniTS è sempre stata molto attiva (solo due dipartimenti, sulla base degli ultimi dati disponibili per gli indicatori AVA3 nel 2024, sono sotto la media nazionale per spin-off e brevetti, di cui uno comunque allineato con i dati macro-regionali), ma i processi di crescita e gli investimenti in atto nelle altre università ci devono far capire che dovremo investire molto per mantenere il nostro posizionamento nei network nazionali e internazionali.
Le capacità di trasferimento tecnologico, o meglio di dialogo e ascolto in ambito tecnologico, rappresentano un biglietto da visita importante per un’università, coinvolta in attività con stakeholder esterni, pubblici e privati ed enti di ricerca del territorio. Pur di fronte a un consolidamento a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, rimangono ampie le opportunità di crescita e di creazione di valore futuro. Di seguito, vorrei delineare alcune linee di orientamento.
• In UniTS gli spin-off e, in particolare, i brevetti, sono attività giovani con buone opportunità di sviluppo: malgrado l’ottimo posizionamento a livello nazionale, già evidenziato in particolare per gli spin-off, crescere non è facile, perché scontiamo il problema italiano della scarsa propensione all’imprenditorialità, con l’Italia fanalino di coda nei ranking europei legati all’innovazione. Dobbiamo quindi utilizzare tutti gli strumenti Europei, ministeriali e regionali per poter crescere.
• Il nostro territorio, con l’università, gli incubatori, gli enti del sistema ricerca è terreno fertile per un futuro sviluppo, ma servono idee, conoscenze e capacità di affrontare i problemi e individuare soluzioni possibili: per costruire il futuro è dunque strategico investire nei giovani, e l’Università di Trieste, con la realtà dell’Innovators Community Lab (ICL) che dispone di uno spazio di co-working di circa mille metri quadri presso la struttura dell’ex Ospedale Militare, ha già gli strumenti adatti per raggiungere questi obiettivi. È proprio l’ICL, grazie al lavoro svolto negli ultimi anni, che può farsi motore di nuove collaborazioni che nascono per la componente studentesca ma possono estendersi ai ricercatori, alle ricercatrici e, in generale, ai dipartimenti dell’Ateneo e alle aziende del territorio. Le iniziative potranno essere anche internazionali, ad esempio coinvolgendo l’Alleanza T4EU e/o iniziative innovative come Start Up Weekend, ecc.
• i rapporti con le aziende ci sono, ma dobbiamo fare sistema tra amministrazione centrale e Dipartimenti, per ottimizzare queste collaborazioni con l’obiettivo di creare maggiori opportunità di finanziamento, trasferimento tecnologico, borse di dottorato industriali, contratti di ricerca, collaborazioni didattiche e inserimento lavorativo dei nostri studenti e studentesse.
• è importante snellire le procedure amministrative interne e introdurre modalità standardizzate di stipula delle convenzioni, anche attraverso la digitalizzazione, per gestire le relazioni in modo efficiente ed efficace, a vantaggio non solo nostro ma anche degli studenti, delle studentesse e delle aziende con cui collaboriamo.
Produzione e gestione di beni pubblici, tutela della salute, sostenibilità, inclusione, contrasto alle disuguaglianze
La gestione del patrimonio e le attività culturali e divulgative sono uno strumento rilevante per la disseminazione della conoscenza. In particolare, la nostra università, oltre a una preziosa esperienza in termini di valorizzazione culturale e di collaborazione con le istituzioni e le associazioni, possiede un ingente patrimonio costituito da biblioteche, archivi, musei, immobili. Si tratta di un bene prezioso, che negli ultimi anni abbiamo valorizzato, ma che ritengo meriti ancor più attenzione se definiamo chiari obiettivi e adeguata pianificazione. Tra le iniziative che richiedono più attenzione, vi è quella dello SmaTS (Sistema Museale di Ateneo). Lo SmaTS è oggi previsto nello Statuto di Ateneo (smats.UniTS.it/storia-e-missione/) e negli ultimi anni, in particolare in occasione del centenario, è stato fortemente valorizzato e potenziato. La gestione strategica dello SmaTS quale polo culturale e luogo di studi e ricerche potrebbe dare un contributo di grande spessore per l’Ateneo e per la cittadinanza. In particolare, sarà importante farlo divenire Museo accreditato se, oltre allo spazio virtuale, potrà trovare una sede dedicata e facilmente accessibile, come avverrà nei prossimi mesi nella nostra sede di Via Lazzaretto Vecchio 8.
Attraverso nuove convenzioni e collaborazioni, progetti innovativi, rafforzata comunicazione e personale dedicato, faremo diventare lo SmaTS una realtà stabile e consolidata, che veda Regione e Comune come alleati importanti nel creare impatto sociale e culturale.
Attenzione crescente andrà dedicata alla collaborazione con le Istituzioni e gli enti che operano a livello sociale, affinché si intensifichi lo scambio di conoscenze e i risultati della ricerca possano contribuire alla messa a punto di politiche volte alla promozione della sostenibilità ambientale, umana e sociale, al contrasto alle disuguaglianze, alla tutela della salute di cittadine e cittadini. Ciò significa intensificare e allargare lo spettro delle già proficue collaborazioni che UniTS può vantare con Istituzioni ed enti presenti sul territorio. Rientrano in quest’ambito anche attività quali la Formazione Continua, le attività ECM – Educazione Continua in Medicina, la certificazione delle competenze e i MOOC, questi ultimi già in parte approfonditi nella Sezione Didattica del programma.
Impegno Pubblico e Sociale – Terza missione nel Territorio
In generale, negli anni futuri ritengo che UniTS debba portare avanti e valorizzare le attività di IPS-TM consolidando la presenza sul territorio, non solo locale ma anche nazionale e internazionale, in modo da consentire ai nostri ricercatori e alle nostre ricercatrici di creare impatto sulla società.
Negli ultimi anni, in particolare durante il centenario, ci siamo distinti per la ricchezza di attività di grande rilievo rivolte al territorio: eventi, manifestazioni, conferenze di comunicazione scientifica (science to citizens). Nel futuro, ritengo importante potenziare ancora di più, in modo strutturato, anche la condivisione delle conoscenze con le istituzioni culturali, le imprese, le associazioni, gli ordini professionali (science to business) in modo che la ricerca divenga motore di innovazione nel tessuto industriale, imprenditoriale e degli enti e istituzioni del territorio. Questo ci consentirà di essere allineati alle esigenze del contesto di riferimento in un’ottica di problem solving, di condivisione di risorse (ad esempio i laboratori), e di dialogo per costruire assieme e migliorare la reputazione dell’università che deve divenire interlocutore privilegiato nel mondo culturale, socio-giuridico-economico, scientifico e delle scienze della vita. Inoltre, vanno potenziate anche le attività di IPS-TM in ottica di science to policy, nella prospettiva che la ricerca possa rivestire un ruolo importante anche nella definizione delle politiche pubbliche. Infine, si deve dare ampia valorizzazione alle azioni di Science with and for Society, volte a rafforzare la cooperazione tra scienza e società in ottica di responsabilità sociale e di educazione scientifica e culturale dei/delle professionisti/e del futuro, con il fine ultimo di aprire la strada al progresso. Questo tipo di azioni godono anche di finanziamenti ad hoc nel Programma Quadro (azioni Widening Participation and Strengthening European Research Area – WIDERA), dove potremo in futuro investire.
Le attività di IPS-TM che svolgeremo nei prossimi anni dovranno avere per l’università ricadute d’immagine di lungo periodo. Ciò richiede una programmazione guidata da una chiara visione degli obiettivi da raggiungere sul territorio e una continua comunicazione per mantenere attivo il dialogo.
In particolare, occorrerà operare sui punti di seguito descritti.
• Pianificazione strategica rigorosa nelle relazioni con il territorio: è fondamentale per portare l’Ateneo a interagire non solo in ottica di servizio ma di soggetto attivo, motore e coordinatore di iniziative rivolte al territorio locale, nazionale e internazionale.
• Presenza attiva della nostra università nei cluster tecnologici regionali e nazionali: tale presenza deve essere confermata e, in prospettiva, rafforzata, soprattutto dove possiamo avere un ruolo centrale per conoscenze e competenze, al fine di utilizzare i cluster sia per finalità concrete di ricerca e di didattica, che con obiettivi di trasferimento tecnologico. I cluster hanno come finalità la valorizzazione dei sistemi economici territoriali, la progettazione di strategie condivise tra università, imprese ed enti pubblici di ricerca, nonché l’integrazione della ricerca, della formazione e dell’innovazione.
• Azioni strutturate di Science to Business: analogamente, azioni di questa natura devono essere organizzate con le associazioni di categoria, gli ordini professionali e le istituzioni del territorio, nei confronti delle quali va definita una comunicazione ad hoc.
• Gestione del post – PNRR: In particolare per i progetti che si inseriscono nella Missione 4, Componente 2 (M4C2), l’obiettivo primario sarà quello di creare un ponte tra università e imprese mirando alla costituzione, almeno per alcuni progetti, di Poli regionali Università–Industria che anche dal punto di vista dell’IPS-TM potranno divenire Hub di dialogo e generatori di opportunità per il territorio (si veda la Sezione Ricerca).
• Attività di IPS-TM svolte nell’ambito della salute pubblica: non solo sono numerose ma disponiamo di eccellenze che devono essere valorizzate e comunicate. In particolare, va superata la frammentazione delle iniziative per creare massa critica finalizzandole al rafforzamento dell’immagine del nostro Ateneo. UniTS può impattare sul territorio e sul sociale sia attraverso la formazione (pensiamo alle scuole), sia attraverso la prevenzione, con un approccio multidisciplinare che, nel dialogo con il territorio, ha visto crescere negli ultimi anni, soprattutto per le malattie croniche, le iniziative di ricerca ed educazione/comunicazione ad esempio legate alle Healthy Cities.
• Avvicinarci ai cittadini e alle cittadine. È importante continuare a “scendere dal colle” per costituire presenza autentica e concreta nella nostra città. Questo potrà concretizzarsi nell’individuazione di spazi di incontro di facile accesso per la cittadinanza, intraprendendo anche nuove forme di dialogo concreto come i “Science Shops” (si veda la Sezione Ricerca).
• Digitalizzazione e uso dei social media per rafforzare il dialogo della scienza con il territorio. È importante la distribuzione di video molto brevi, di presentazioni e di altri materiali divulgativi prodotti in forma digitale. Su questo potranno essere di aiuto le competenze del Media Lab di Ateneo e i futuri sviluppi del DEH (Digital Education Hub) nel quale UniTS è coinvolta nell’ambito del PNRR (si veda la Sezione Transizione Digitale).
Diverse sono le azioni che dovremo portare avanti internamente
• La programmazione strategica e il monitoraggio delle attività di IPS-TM sono un obiettivo che deve divenire sempre più importante per il nostro Ateneo, non solo in risposta alle linee guida del Ministero, ma soprattutto perché dobbiamo riconoscere all’IPS-TM un ruolo fondamentale nella valorizzazione delle nostre attività di ricerca e didattica, in grado di generare impatto positivo sul territorio: maggiore informazione, conoscenze, occupazione, idee imprenditoriali.
• Le attività di IPS-TM vanno adeguatamente supportate e incentivate con risorse finanziarie e organizzative. In tal modo si possono valorizzare l’impegno del nostro personale docente e riconoscere al personale tecnico-amministrativo un ruolo centrale e indispensabile di facilitatore nei rapporti con il territorio e con i principali stakeholder. Come è stato fatto negli ultimi due anni con bandi ad hoc, l’Ateneo deve continuare a garantire risorse a supporto di tali attività, in modo da consentire al personale docente di divenire parte propositiva e attiva di queste iniziative coinvolgendo anche il personale tecnico-amministrativo, bibliotecario e la comunità studentesca. D’altra parte, il coinvolgimento di enti esterni è sempre auspicabile se diviene fonte di valore in quanto nasce da un progetto partecipato e condiviso.
• Rafforzare il collegamento tra Dipartimenti e amministrazione centrale nella gestione delle attività di IPS-TM. L’Ateneo deve porsi questo obiettivo in modo da massimizzarne i risultati condividendo reciprocamente le modalità di programmazione e di monitoraggio.
• Le attività di IPS-TM vanno adeguatamente comunicate all’interno dell’Ateneo. L’obiettivo deve essere quello di creare network trasversali tra ricercatori e ricercatrici che si occupano, da diverse prospettive, di temi e problemi simili. Abbiamo iniziative di successo, che vanno mantenute (si pensi, per citarne solo alcune, alla massiccia partecipazione a Trieste Next, a Rose Libri Musica Vino, così come alla Joyce School), ma occorre svilupparne altre partendo sempre dalla ricerca nel nostro Ateneo per rispondere a reali esigenze del territorio.