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La didattica è un ambito molto ampio e complesso, con alcuni macrotemi importanti sui quali dovremo concentrare le nostre scelte strategiche e operative future in termini di evoluzione e consolidamento dell’offerta formativa e di gestione della didattica.

In particolare, sono convinta che un Ateneo non debba occuparsi di didattica solo in termini di rispetto della normativa e dei processi, ma debba dotarsi di chiare linee di indirizzo per arrivare a proposte operative in linea con una visione strategica e proiettata verso il futuro.

Didattica

Nella mia visione la qualità della didattica del nostro Ateneo rimarrà elevata se sarà supportata da un solido orientamento alla ricerca che ci deve distinguere da altre università: essere una Research & Teaching University implica infatti l’attribuzione di pari dignità a queste due componenti che devono rimanere fortemente compenetrate: la didattica beneficia della qualità della ricerca e ha il ruolo, centrale e irrinunciabile, di trasferire la conoscenza ai nostri studenti e studentesse e ai nostri futuri ricercatori e ricercatrici, nonché alle diverse professionalità nel mercato del lavoro. Il circolo virtuoso ricerca-didattica-ricerca / mondo del lavoro è condizione essenziale per la crescita della nostra Università. In quest’ottica integrata, è importante favorire la creazione di un ecosistema che favorisca la ricerca attorno a ogni percorso formativo e che metta al centro la relazione tra studenti e studentesse e personale docente.

Attrattività, internazionalizzazione e qualità dell’offerta formativa

Attrattività dell’offerta formativa
L’Ateneo deve proporre un’offerta formativa di primo, secondo e terzo livello ampia e innovativa, in linea con la visione strategica dell’Ateneo e dei Dipartimenti. Nel raggiungimento di tale obiettivo deve essere garantita la sostenibilità in termini di docenza, di qualità della didattica e di presenza di adeguati spazi, strutture e servizi.
In generale l’offerta formativa dovrà puntare su internazionalizzazione, multidisciplinarità, innovazione, specializzazione e competenze trasversali, anche per aumentare l’attrattività dei corsi di studio. L’acquisizione di competenze particolarmente ricercate nel mondo del lavoro, quali quelle legate alle competenze digitali (si veda Sezione Transizione Digitale), alla capacità di gestire soluzioni innovative, all’imprenditorialità, alla leadership, alla cultural intelligence e alla sostenibilità, arricchirà il curriculum di studenti e studentesse.
Soprattutto sul tema delle competenze trasversali, ma non solo, si intende sviluppare ed estendere l’offerta extracurricolare associata a certificazioni digitali in modo da renderla disponibile anche a esterni in ottica di Life Long Learning (LLL). Andrà incentivato l’utilizzo di Open Badge, quali certificazioni digitali attestanti competenze e conoscenze acquisite. Gli studenti e le studentesse non solo potranno inserire nel loro curriculum questi certificati digitali ed essere più visibili nel mondo del lavoro, ma anche si avvicineranno alla logica del LLL, poiché verranno stimolati ad acquisire nel tempo nuove certificazioni. Si pensi alla recente positiva esperienza dell’Open Badge in “Health Humanities. Cultura umanistica per le scienze della salute e le pratiche della cura”, realizzata dal DSM e dal DISU. Analogamente, un’opportunità sulla quale sta già lavorando l’Ateneo in termini di regolamento, è quella delle microcredenziali, ovvero certificazioni digitali più strutturate rispetto gli Open Badge che attestano, attraverso percorsi di apprendimento brevi e focalizzati, il possesso di competenze specifiche. Anche in questo caso, tali proposte possono rispondere alle esigenze del mondo del lavoro e a quelle della formazione continua (LLL).

La sostenibilità dei corsi andrà sempre attentamente valutata, soprattutto in relazione al numero dei curricula offerti che in alcuni casi dovranno essere razionalizzati. Se il numero di iscritti è limitato, dovremo sempre valutare il ruolo strategico del CdS anche in relazione al territorio, alla società e all’educazione culturale di base delle giovani generazioni. Inoltre, nei casi di corsi con un numero limitato di iscritti ma con elevate richieste dal mondo del lavoro, si proporranno partnership atte a favorire borse di studio, progettualità e strette collaborazioni con enti e aziende esterne.
Sperimentare forme di didattica multidisciplinare e interdisciplinare sarà uno degli obiettivi che ritengo dovrà essere perseguito soprattutto per rendere ancora più attrattivi alcuni percorsi magistrali. Se da un lato è importante rispettare la specializzazione senza annacquare le competenze di base che caratterizzano un percorso, dall’altro è altrettanto importante valorizzare la contaminazione tra diverse discipline. Quest’ultima è fondamentale anche per rispondere alla nuova domanda di lavoro nelle professioni emergenti, che richiedono sia la giustapposizione delle diverse discipline, sia quell’integrazione e dialogo che consentono, anche nella didattica, di creare reti interdisciplinari. Alma Laurea ci ha dimostrato quanto siano spendibili, in ogni ambito, le competenze relative alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Internazionalizzazione dell’offerta formativa
Andrà ampliata l’attenzione sull’offerta di CdS internazionali, proseguendo il percorso iniziato soprattutto negli ultimi anni, e sfruttando le opportunità che ci vengono offerte da network europei come T4EU, per citare solo un esempio (si veda la Sezione Internazionalizzazione).
Nello stesso tempo, supporteremo al meglio l’internazionalizzazione investendo sulla promozione internazionale, anche utilizzando agenzie internazionali, ottimizzando i processi di ammissione con l’utilizzo dell’AI nel primo screening di selezione, e potenziando i servizi di accoglienza. A livello nazionale dovremo lavorare per attivare stretti rapporti con le ambasciate.

Qualità dell’offerta formativa
Punteremo sull’innovazione, senza derogare da una formazione di qualità, dove i corsi di base e caratterizzanti saranno insegnati da docenti incardinati a garanzia della qualità delle conoscenze e della cultura dei nostri laureati, integrando, in modo controllato e specifico, l’offerta con la presenza di professionisti a contratto.
Un’attenzione particolare, anche per l’impatto che avrà sulla gestione della nostra offerta formativa, dovrà essere dedicata alla gestione della riforma che rivedrà le modalità di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e Protesi Dentaria, con l’abolizione del numero chiuso al primo semestre.
La qualità dell’offerta formativa deve essere mantenuta alta anche in relazione alla formazione più professionalizzante, di terzo livello, ovvero Master, Corsi di perfezionamento, Corsi di Aggiornamento Professionale e Alta formazione. Con riferimento ai dottorati e alle scuole di specializzazione si rimanda alla Sezione Ricerca di questo programma.
Ritengo tuttavia importante ribadire, in ottica di qualità dell’offerta formativa, che il nostro ruolo di docenti non è solo quello di formare futuri lavoratori e lavoratrici ma piuttosto quello di insegnare, attraverso lo zoccolo duro delle nostre diverse discipline, ad osservare la realtà, divenendo soggetti attivi nella preparazione ai futuri cambiamenti, anche quando le lauree hanno uno specifico obiettivo abilitante e/o professionalizzante.

Offerta formativa interateneo

L’offerta formativa include anche le lauree interateneo, sulle quali definiremo una politica chiara, tenendo conto che:
  avere una laurea interateneo, anche se l’Ateneo che non ha sede amministrativa non riceve iscrizioni ma solo una quota parziale di risorse, può rafforzare la filiera sugli altri livelli in quanto consente di presentare un percorso di formazione completo;
  le lauree interateneo vanno progettate / gestite tenendo conto anche delle esigenze degli studenti e delle studentesse, ovvero il tempo e i costi degli spostamenti da una sede all’altra e la possibilità di accedere ai servizi.
  le lauree interateneo vanno valutate anche in termini di relazioni tra docenti dei diversi Atenei, con particolare riguardo alle collaborazioni di ricerca che spesso sono molto forti. D’altra parte, se la collaborazione diventa difficile, ritengo che possa essere messa in discussione perché non porta valore ma comporta il rischio di una possibile dispersione di energie.

Dialogo Scuola - Università

Nell’ambito dell’offerta formativa, va anche considerato il nostro impegno nel dialogo tra scuola e università. A questo dialogo contribuisce in modo significativo una progettualità attiva nella formazione insegnanti. Si tratta di un’area che negli ultimi anni è stata potenziata sul fronte dei 60 Crediti Formativi Universitari (CFU) di abilitazione all’insegnamento, dei corsi di LM in Coordinamento e gestione di servizi educativi, di Scienze della formazione primaria e dei corsi di specializzazione per l’abilitazione all’attività di sostegno didattico per gli studenti con disabilità (TFA Sostegno), per i quali bisogna investire anche sul supporto organizzativo e amministrativo, a fronte di una gestione ministeriale non sempre adeguata. Fondamentale in queste attività è la disponibilità di risorse e la valutazione di politiche inclusive soprattutto in relazione ai costi di iscrizione ai percorsi abilitanti. A questo dialogo contribuisce inoltre in modo significativo una progettualità attiva nella formazione insegnanti e nell’educazione professionale.

A queste attività, oggi obbligatorie per lo svolgimento della professione ma in generale fondamentali non solo in relazione all’insegnamento delle discipline ma anche rispetto alle metodologie didattiche, si affianca l’impegno di UniTS nel Polo dei Lincei per una nuova didattica nella scuola. Dobbiamo mantenere l’investimento su questo Polo, da me introdotto sette anni fa quando ero delegata del rettore, e poi portato successivamente avanti con eccellenza da parte di colleghi e colleghe molto motivati, con moduli di italiano, matematica, scienze e, più recentemente, con il progetto digitale.

Metodologie didattiche innovative

Teaching and Learning Centre
Innoveremo i metodi di insegnamento e di apprendimento, anche grazie al contributo del
neonato Teaching and Learning Centre, finalizzato a formare i docenti e le docenti in ottica di innovazione e miglioramento della didattica. I/le docenti potranno fare didattica utilizzando tutte le tecnologie emergenti, valutando l’utilizzo degli strumenti digitali che negli ultimi anni sono stati messi a disposizione dall’Ateneo, in grado di consentire lo streaming delle lezioni, le registrazioni, l’inserimento online di contenuti multimediali, ecc. In relazione a questi ultimi, un contributo significativo potrebbe essere apportato anche dal Digital Education Hub (si veda la Sezione Transizione Digitale). I docenti potranno decidere le metodologie didattiche in modo individuale e autonomo, a seconda dell’insegnamento e della tipologia di studenti (si pensi ad esempio ai CdS dove sono iscritti molti studenti lavoratori, che possono beneficiare delle registrazioni).  Infine, importante sarà anche la formazione dei docenti sull’utilizzo di applicativi di intelligenza artificiale generativa, in linea con il processo di transizione digitale dell’Ateneo.

Corsi online e didattica blended
In questo quadro, in ottica di maggiore inclusività della didattica, valuteremo lo sviluppo di Corsi Online, con utilizzo maggiore di Didattica Blended (che contempla attività in presenza e attività online), per rendere alcuni CdS che si possono prestare a tali modalità didattiche, più attrattivi e flessibili per quegli studenti e studentesse che, per diversi motivi, non riescono a frequentare in presenza l’Università. La sfida da raccogliere è dunque quella di offrire formazione di qualità utilizzando tutte le tecnologie emergenti: l’offerta di eventuali CdS online non abbasserà la qualità della nostra didattica ma piuttosto renderà evidente la differenza rispetto alle proposte, per lo più di scarso livello, offerte dalle università telematiche. Inoltre, una strategia per contrastare le università telematiche potrebbe proprio essere quella di andare a competere sul loro terreno con una offerta didattica, anche online, di altissima qualità e internazionale (si pensi ad esempio alle opportunità che potrebbero essere offerte nell’ambito dell’Alleanza Europea T4EU, come riportato nella Sezione Internazionalizzazione).

Iniziative di Service Learning
Apriamo UniTS anche a iniziative di Service Learning, proposta didattica che unisce il Service e il Learning, affinché studenti e studentesse possano acquisire conoscenze e competenze attraverso un servizio solidale alla comunità. L’innovazione sta nell’integrazione del Service, ovvero le azioni di cittadinanza attiva, le azioni solidali e il volontariato per la comunità, con il Learning, ovvero l’acquisizione di competenze professionali, metodologiche, sociali e didattiche, con l’obiettivo di migliorare l’apprendimento e potenziare i valori della dignità, della persona, dell’etica, della legalità e, in generale, della cittadinanza attiva.

Didattica innovativa per il contrasto degli abbandoni
L’efficacia dell’offerta formativa dovrà contemplare anche il contrasto degli abbandoni, che sono purtroppo ancora elevati, puntando su azioni aggiuntive e condivisione di best practice. In relazione al supporto che ci può essere fornito dalle metodologie didattiche innovative, valuteremo anche la possibilità di utilizzare la didattica online con lezioni asincrone, per allineare le conoscenze iniziali degli/delle immatricolati/e che spesso, provenendo da scuole secondarie superiori con diversi indirizzi, scontano fin dall’inizio alcune lacune di base.

Queste lezioni potrebbero essere strutturate come dei veri e propri MOOC (Massive Open Online Courses) ovvero corsi online aperti e accessibili, progettati per un numero elevato di partecipanti. Sempre nelle azioni di contrasto agli abbandoni, investiremo sul tutorato in modo organico e costante nel corso dell’anno.

Presenza sul territorio, nei Poli di Trieste, Gorizia, Pordenone e Portogruaro

I Poli della nostra Università hanno storie diverse e situazioni di contesto variegate. Hanno in comune un elemento: ci danno la possibilità di avvicinarci a territori che hanno, per motivi diversi, significative potenzialità. Il mio impegno sarà quello di riconoscerle e sfruttarle nel modo migliore, partendo dall’analisi delle criticità e opportunità di ogni Polo. In quest’ottica, i Poli verranno integrati in una chiara strategia di Ateneo, e per ognuno di essi definiremo dove siamo, dove vogliamo andare e con quali mezzi. Nei Poli ci sono molti nostri studenti e studentesse, e le strutture e i servizi devono essere adeguati: dalle aule, ai punti di ristoro, ai trasporti. In altri termini, i Poli vanno integrati strategicamente e operativamente, proponendo per ognuno una chiara visione di sviluppo futuro.

Coordinamento delle attività e potenziamento del supporto amministrativo alla didattica

Le strutture e i processi organizzativi legati alla didattica sono centrali nel nostro Ateneo: sono l’anello primario di contatto con i nostri studenti e studentesse, sia attraverso gli Uffici Ammissioni e Carriere dell’amministrazione centrale che con le segreterie didattiche dei dipartimenti. Dedicherò un’attenzione particolare a questo settore, perché il servizio deve essere mantenuto alto pur in presenza di picchi di lavoro particolarmente elevati in alcuni periodi. Mi impegnerò a:
  garantire la sostenibilità degli uffici, sia a livello di amministrazione centrale che di dipartimento;
  potenziare il supporto amministrativo ai docenti coordinatori, valutando anche l’introduzione di figure dei Manager Didattici già presenti in molti Atenei, soprattutto per le procedure legate all’AQ;
  migliorare il coordinamento tra dipartimenti, anche analizzando il problema dell’armonizzazione tra CFU e ore di didattica erogate, nonché delle mutuazioni;
  sfruttare appieno le opportunità di informatizzazione di alcune procedure (si pensi alla gestione degli orari delle lezioni) senza che queste limitino la personalizzazione dell’organizzazione dell’attività formativa in relazione alle esigenze dei dipartimenti;
  favorire la positiva interazione tra amministrazione centrale e dipartimenti, anche attraverso una semplificazione e un’omogeneizzazione delle procedure;
  anticipare e rendere per quanto possibile più rapido il processo di iscrizione, sia per gli studenti italiani sia, in particolare, per gli studenti stranieri;
  investire risorse per coniugare la crescente digitalizzazione con una necessaria personalizzazione, ad esempio con l’uso dell’AI nel comunicare informazioni di base, affiancata da servizi su appuntamento per problematiche personalizzate.

Potenziamento della comunicazione e dell’orientamento in entrata e in uscita

Non c’è comunicazione che possa aumentare il numero di iscritti se il corso di studi non è potenzialmente attrattivo. Ma a fronte di CdS attrattivi e di qualità, un’azione coordinata sul fronte della progettualità e della successiva comunicazione può consentire di aumentare l’interesse nazionale e internazionale per i nostri corsi di studio. In particolare, come verrà ulteriormente approfondito nella sezione dedicata alla Comunicazione, per valorizzare la nostra offerta formativa, investiremo non solo sulla comunicazione istituzionale di Ateneo, ma anche nella comunicazione specifica dei singoli CdS e nel SEO (“Search Engine Optimization”), che ritengo fondamentale per aumentare la visibilità della nostra offerta sul web. Investiremo in modo rilevante nell’orientamento in entrata proseguendo le attività svolte in questi anni (contatti con le scuole e le famiglie in tutta Italia, grazie alla partecipazione alle fiere dell’orientamento, moduli formativi estivi, progetto PNRR – fino al 2027) e integrandole con ulteriori azioni anche rivolte agli studenti stranieri nelle fiere internazionali. Analogamente, rafforzeremo l’orientamento in uscita per tutti i CdS, ampliando la rosa di aziende, enti e istituzioni che possono essere attrattive per i nostri studenti e studentesse.

Programma di candidatura a Rettrice dell’Università degli Studi di Trieste
per il sessennio 2025-2031
Visione, Strategie, Persone e Territorio: costruiamo insieme il futuro della nostra Università

Un’università cresce quando le persone che la vivono credono nel futuro e lavorano insieme per realizzarlo: con una visione chiara, strategie concrete e la forza della comunità, potremo trasformare le sfide di oggi nelle opportunità di domani.

Per informazioni e contatti:
donata.vianelli@deams.units.it

Dipartimento di Scienze Economiche,
Aziendali, Matematiche e Statistiche
Università degli Studi di Trieste
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