62 importante investire sugli Short Term Programs e sui nuovi Blended Intensive Programs (BIP), che ci consentiranno di offrire delle opportunità di esperienza internazionale anche a quegli studenti e studentesse che non riescono a recarsi all’estero per un semestre. In particolare per i BIP, servirà progettualità, comunicazione e collaborazioni a livello europeo. • Dobbiamo investire su double degree e joint degree, supportando dal punto di vista progettuale e amministrativo i coordinatori di corsi di studio che hanno forti contatti con sedi estere, i quali potrebbero migliorare l’attrattività del loro corso, ma sono spesso frenati da difficoltà amministrative. • L’Università Europea Transform4Europe, alla quale UniTS partecipa fin dalla sua fondazione, rappresenta una significativa opportunità di internazionalizzazione per l’Ateneo. Il punto di forza di questa iniziativa è l’approccio trasversale e integrato che coinvolge didattica, ricerca e terza missione su scala europea. Grazie all’alleanza strategica tra undici università europee, UniTS può sfruttare e sviluppare ulteriormente queste opportunità, incrementando positivamente il proprio impatto sul piano internazionale. Nei prossimi anni sarà fondamentale dare maggiore centralità, visibilità e supporto a questo modello di Università Europea multi-campus, consolidando così il ruolo di UniTS nel panorama accademico europeo e internazionale. • È importante impostare un’azione strutturata di: – Comunicazione internazionale, con un piano integrato che, anche con il supporto del Centro Linguistico di Ateneo (CLA) vada dal sito web in lingua inglese, a una brochure istituzionale di Ateneo, alla gestione dei social rivolti a un target estero. – Promozione e recruiting internazionale (fiere, portali online, ecc.), sia rafforzando il servizio che supporta il processo di ammissioni internazionali nei tre livelli (bachelor, master e PhD), sia facendo recruiting di ricercatori sia junior che senior, con una politica attiva di chiamate dirette. – Networking internazionale, grazie ai rapporti con i partner internazionali, networking con enti pubblici e privati, aziende e istituzioni accademiche. – Placement internazionale con supporto all’internazionalizzazione dei curricula vitae, all’Erasmus Traineeship e ad altre iniziative finalizzate a rafforzare l’internazionalizzazione delle carriere dei nostri studenti e studentesse, realizzabili anche attraverso una collaborazione tra Career Service e Servizi internazionali. – Finanziamenti per iniziative internazionali, sfruttando di più i bandi Erasmus legati a progetti di capacity building e per la cooperazione (ad esempio tutte le call KA2 and KA3 erasmus-plus. ec.europa.eu/opportunities/opportunities-for-organisations). – Ranking internazionali, con una selezione di quelli in cui vale la pena essere presenti e sui quali vogliamo puntare in ottica di miglioramento. – Gestione delle delegazioni internazionali: comunicati stampa in inglese, gadget adeguati, gestione dei social network, cerimoniale, ecc. Tutte le attività sopra descritte si riferiscono all’apertura del nostro Ateneo verso l’estero. Ma ricordiamoci che solo una percentuale minima dei nostri studenti e studentesse, ben inferiore al 10%, partecipa alla mobilità internazionale. Poiché l’apertura globale nella formazione è una delle competenze trasversali che dobbiamo poter offrire a tutti, sarà importante pensare anche a forme, sempre più diffuse, di Internationalization At Home (IAH). Solo in questo modo possiamo garantire vera internazionalizzazione, perché internazionalizzarsi verso l’esterno vuol dire in primis essere internazionali all’interno. Ecco di seguito alcune idee: • Grazie al rinnovato ruolo del Centro Linguistico di Ateneo e alle competenze del Settore dei Servizi Internazionali, affianchiamo moduli di formazione interculturale alla formazione linguistica in Ateneo. Si tratta di una formazione che consente non solo di favorire l’integrazione di studenti e studentesse straniere, in particolare coloro che sono regolarmente iscritti/e ai nostri corsi di studio, ad esempio fornendo una formazione di base di lingua italiana, ma anche di rafforzare le competenze di tutta la comunità accademica in ottica di multiINTERNAZIONALIZZAZIONE /
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