Donata Vianelli

61 Molto è stato fatto negli ultimi anni, in termini di digitalizzazione, di potenziamento degli uffici, di ottimizzazione dei finanziamenti, di nuovi accordi, di ripresa degli scambi Erasmus dopo lo stop del periodo Covid, nonché di rinnovato ruolo del Centro Linguistico di Ateneo (CLA). Dobbiamo tuttavia investire ulteriormente, definendo una chiara strategia di internazionalizzazione, per creare sistema e per offrire trasversalità dei servizi e supporto organizzativo. Ecco alcuni punti che ritengo siano concretamente realizzabili, nei quali mi impegnerò per rendere UniTS un’università di respiro internazionale. • Definire una chiara strategia di internazionalizzazione, non solo in termini di aree geografiche dalle quali potremmo attrarre studenti e studentesse, ma anche in quelle dove potremmo avere un forte impatto sociale. • In relazione alle aree geografiche, anche per affrontare il previsto calo demografico in Italia, bisogna avere una visione europeista e globale dell’internazionalizzazione, dove UniTS può essere una destinazione di scelta da parte di studenti e studentesse da tutto il mondo e può diventare parte attiva nelle politiche di attrazione. A tale proposito, sicuramente l’Europa balcanica e l’Europa dell’Est rappresentano aree a mio parere non ancora sufficientemente valorizzate, vista la localizzazione strategica della nostra università e la forte attrattività che la cultura italiana ancora vi esercita. Analogamente, potrebbero essere maggiormente sfruttate anche altre aree legate all’Italia e di forte impatto sociale, come i paesi dell’America Latina. • Trasformare UniTS in un hub formativo attivo nell’ambito di collaborazioni con paesi emergenti, al fine di formare esperti che potranno nel futuro contribuire alla crescita del loro paese. Rientra in questa strategia a forte impatto sociale la scelta di investire in iniziative legate alla cooperazione allo sviluppo, che potrà rappresentare un elemento cardine del nostro processo di internazionalizzazione e che dovrà essere trasversale alla ricerca, alla didattica e alla terza missione. Investire nella cooperazione vuol dire infatti coinvolgere UniTS in iniziative che rafforzano il dialogo, promuovono lo sviluppo, creano impatto sociale e favoriscono la pace, l’equità e la solidarietà. Esempio lodevole di queste iniziative è il recente protocollo d’intesa firmato tra UniTS e la Somali National University che ci impegna fino al 2031 a proseguire nello sviluppo di attività congiunte, nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, già accolto con diverse iniziative nella nostra università. • Dobbiamo investire perché la mobilità internazionale rimanga una delle eccellenze del nostro Ateneo. In particolare, dobbiamo continuare a sfruttare tutte le molteplici opportunità che ci vengono offerte dal programma Erasmus +, rivolte a studenti e studentesse, docenti e tecnici amministrativi: oltre ai programmi tradizionali, sarà INTERNAZIONALIZZAZIONE INTERNAZIONALIZZAZIONE /

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